La Storia

Il lungo abbandono che aveva reso silenziosa la grande villa degli Altemps per tanti anni, veniva rotto il 2 febbraio 1865 da una nuova vita che vi nasceva. Due Padri, un Maestro e due Coadiutori della Compagnia di Gesù prendevano possesso di quelle mura per iniziare allo studio delle lettere, delle scienze e della buone maniere cinque giovani romani, che dovevano essere l'avanguardia di una lunghissima schiera non più interrotta.
Quale era stata fino a quel momento la storia di quelle mura? Chi aveva avuto l'ispirazione di costruire su quel colle così bella dimora? Permetteteci lettori carissimi di rispondervi brevemente a queste due domande che forse voi tutti vi sarete poste nel lungo e breve periodo passato in quello che da ben 130 anni è il "Nostro Collegio".
Il palazzo colossale, costituito dalla riunione armonica di tre grandiose costruzioni, si trova eretto sugli avanzi della villa dei Quintili, che passò a Commodo, poi a Caracalla ed indi ad Emilio Macro Faustiniano; andando poi in abbandono e rovina seguendo la triste sorte della celebre città feudale di Tuscolo, distrutta dai Romani (1172-91). Ma il destino non volle che tanto loco rimanesse deserto. Infatti il munificientissimo Cardinale Marco Sittico Altemps per far pago il desiderio espressogli dal suo augusto amico Gregorio XIII (Boncompagni), che suo ambito ospite nella villa Tuscolana (Villa Vecchia), andando un giorno a passeggio lassù con lui, alla vista di quell'amenità insuperabile di luogo, ebbe a dire: "Oh quanto starebbe bene qui una villa!" decise di costruirne una. In tre anni (1572-75) la prima fabbrica i giardini e i viali alberati erano opera compiuta, su disegno dell'architetto Martino Longo. Il Cardinale dette alla villa il nome di Mondragone, a significare insieme l'altura su cui sorge l'edificio e il mezzo drago araldico dei Boncompagni.

La grande munificenza del Cardinale non fu paga di sì grande costruzione, perciò fece costruire su disegno del Vasanzio un altro edificio parallelo poco distante detto la Retirata.

Nel 1613, infine, Mondragone fu venduta dal Duca Gian Angelo Altemps, insieme ad altri possedimenti, al Cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, che allacciò con un grandioso terzo fabbricato i due già esistenti, arricchendo il tutto con opere d'arte meravigliose.

Fino a questo momento la magnifica villa fu luogo di sollievo dei Papi, ma quando Urbano VIII stabili la dimora estiva papale a Castel Gandolfo (1626), essa non rimase deserta giacche' i Borghese, pur villeggiando nella villa sottostante, più moderna, usarono di Mondragone per i grandi ricevimenti e per ricevervi ospiti illustri.

Così alla fine del XVIII secolo Mondragone ebbe la vita piena di storia e di mondanità; ma con gli avvenimenti di Francia le cose mutarono per i Borghese; essi non abitarono più quel loro palazzo che di conseguenza s'andò ricoprendo di muschio e le cui opere d'arte furono in massima parte asportate, tanto che nel 1828 gli abitanti di Frascati al vedere passare per le vie della loro città un treno di carri carichi di ferro divelto dalle finestre della villa, insorsero ed a mezzo del Cardinale Pacca pregarono Leone XII che venisse infine sospesa quella vandalica teoria di asportazioni.

E così fu, ma questo non era ancora un rinascere. Molti anni dovevano passare perché l'odore di muffa sparisse. Don Marcantonio Borghese decise di destinare il grande edificio a fissa dimora di un collegio, tanto più che anch'egli aveva figlioli da fare istruire ed educare. Del provvido suo divisamento rese partecipe il P. Ponza di S. Martino, provinciale della Compagnia di Gesù; ed ogni accordo essendo stato raggiunto poté il giorno 2 febbraio 1865 vedersi istituito ed aperto il Collegio di Mondragone, che ebbe il 21 agosto dell'anno stesso l'augusta inaspettata visita di S.S. Pio IX.

Il rapido crescere del numero dei convittori impose il proseguimento di riparazioni, iniziate nel 1840 da Donna Guendalina Talbot, prima moglie del principe Marcantonio II Borghese, nelle varie parti dei fabbricati. Ma, anche riparate, le mura non bastavano più. Durante il rettorato (1929-1934) del compianto Padre Aristide Delmirani, furono raddoppiate l'ala grande costruita dal Borghese, e l'ala del portale d'ingresso, in modo che il numero dei convittori poté salire in breve tempo a duecento.

Nuovi dormitori e studi spaziosi e luminosi furono sistemati fra le nuove mura e per la prima camerata, ovverossia per i grandi furono costruite 45 camerette a un letto. Al piano terreno nella grande sala da studio fu installato un moderno ed attrezzatissimo cinema-teatro, dove i convittori nei giorni domenicali e festivi si riunivano per assistere a spettacoli cinematografici non solo, ma anche a spettacoli teatrali da essi stessi allestiti, recitati e diretti.

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The History

The  long years of abandon and neglect, which had condemned the famous “Villa” of the Altemps to silence and oblivion, was broken on the 2nd of  February 1865 by symptoms of a new autburn of wife. Two Fathers, a Master and two lay-brothers of the Company of Jesus took possesion of the buildings, to initiate five yong Roman boys to the study of  Letters, Science and Good Mannes. Three boys were to be the pioneers of a long and uninterrupted line of youthful students.  What had been the story of those old walls up to this day and who had had the inspiration. of building this beautiful Manor? Kindly allow  me, dear Readers, to give a brief answer to these two questions which perhaps more than one of school-boy has asked himself, since the 85 years of existence of “Our College”.    
The immense palace, comprising the harmonious reunion of three big  buildings, is built on the ruins .of the Villa of the Quintili, which afterwards passed on to Commodo, then to Caracalla and lastly  to Emilio Macro Faustiniano; finally the Villa falling into ruins and to complete neglect, followed the same sad fate as the famous feudal City of Tuscolo, destroyed by the Romans (1179-91). But Fortune did not let such a wonderful place remain in oblivion; and so it happened that the most generous Cardinal Marco Sittico Altemps, wishing to gratify the desire of his illustrious friend. Pope Gregory XIII (Boncompagni) - who during one of his visits to the  Cardinal's Villa Tuscolana (Villa Vecchia), at the sight of the marvellous beauty of the place exclaimed:   lovely it would be to have a Villa on this spot”. - decided to attempt the enterprise. Three years later (1572-75) the first building with its vast gardens and.shady avenues was an accomplished fact, created according to the designs of the architect Martino Longo.

The Cardinal gave the name of Mondragone to the new edifice, on account of its elevated situation and of the half-dragon heraldic design of the coot-of-arms of the Boncompagni family.

However the Cardinal's generosity was far from being exhausted. Not far from the first building and parallel to fit a second edifice called the “Retirata” was built, according to the design of Vasanzio. Laser on, in 1613, Mondragone and other properties were sold by the Duke Gian Angelo Altemps to the Cardinal Scipione Borghese, nephew of the Pope, Paul V, who joined the two buildings already existing to a third edifice and enriched. the whole entire Villa with magnificent masterpieces.

Up to that time, the splendid Manor had been the favourite resort of different Popes. But when Urbain VIII established the Papal Summer residence at Castelgandolfo (1626), Mondragone did not remain uninhabited: even though the Borghese family lived in the lower Villa which was smaller and simpler, Mondragone was used for important receptions and for lodging illustrious visitors.

And so it was that until the end of the 18th. century the existence of Mondragone, had been full of historical and worldly incidents. But the events in France brought deep changes on the Borghese family and they were no longer to reside in their magnificent palace. Consequently the place fell into ruins and the walls were covered with moss, while many of the wonderful masterpieces were carried away. Finally the inhabitants of Frascati, enraged at the sight of waggons of iron taken from the windows of the palate, going through the streets of their town, begged the Cardinal Pacca to ask Pope Leo XII to have an end pus to this plundering. Their .petition was granted.     However, this was not yet really a revival: many a year passed before the musty smell completely disappeared from the old walls. Don Marcantonio Borghese then decided to destine the whole estate as a permanent abode for a College, especially as he himself had sons to educate. He spoke of his future project to Father Ponza di S. Martino, Provincial of the Company of Jesus and all agreements having been attained, on the 2nd. February 1865 the College of Mondragone opened its doors and a short time after on the 21st. of August, of the same year, the College had the honoured and unexpected visit of His Holiness Pope Pius IX.

The rapid increase of the number of boarders obliged the Fathers to continue the reparatioins which had been undertaken in 1840 by Donna Guendalina Talbot, first wife of Marcantonio Borghese, reparations which had to be made in all the different parts of the buildings. But in spite of all the walls were no longer sufficient.     During the rectorship of the deeply regretted Father Aristide Delmirani (1929-1934), the large aisle built by the Borghese  family and the aisle of the entrance-gate were greatly enlarged, so as to be able to contain about 200 boarders. New dormitories and large, bright study halls were arranged within the enlargend walls and for the first division, that is to say the older boys, 45 small one-bedded rooms. On the ground floor, in the large studio, a modern and well-equipped Cinema-Theatre was set up, where, on Sundays and feast days, the boarders meet, not only to see the Pictures, but to act in the theatrical performances whict they themselves organize. Since that time, not a single stone has been added to the building, but we have every reason to believe that before long new, grandiose plans will be realized.        Let us wait & say: AD MAIORA

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Historique sur Mondragone

Le profond abandon qui, pendant des annés, avait condamné au silente la grande demeure des Altemps, cessa le 2 Février 1865. Une nouvelle vie y naissant. Deux Pères, un maitre et deux coadjuteurs de la Compagnie de Jésus en prenaient possession pour initier à I'étude des lettres, des sciences et des arts cinq jeúnes Romains qui devaient étre 1'avanguard d'une lignée jamais plus interrompue. Quelle ' avait été jusqu'alors l’histoire de ces murs? Qui avait eu 1'inspiration de coristruire sur cette colline una si belle demeure? Qu'il nous soit permis de répondre rapidement à ces deux questions que certainement tous ce seront posées lors du plus ou moins long séjour .passé dans ce qui depuis 85 ans est “ notre “ collège.

Le grandiose bâtiment constitué par la  réunion harmonieuse de trois constructions s'érige sur les restes de la «Villa Quintili », qui, cédée à Commode, puís à Caracalla et enfin à Emile Macre Faustinien fut ensuite abandonnée et tomba en ruines, suivant ainsi le triste sort de la célèbre cité féodale de Tuscolo, détruite par les Romains (1172-91). Mais le déstin ne voulut pas que pareil endroit  restât désert. Le très génèreux  Cardinal Marcus Sitticus Altemps pour satisfaire au desir exprimé par son auguste ami Grégoire XIII (Boncompagni) séjournant à la Villa Tuscolana (Villa Vecchia) et se promenant là-haut avec lui, avait dit, à la vue de cet admirable lièu: “Còmme une ville serait belle ici “, décida d'en bâtir une. Et en trois ans (1572-75), la première construction, les jaidins et les allées ombragées furent achevées d'après dessins de I'architect Martino Longo. Le Cardinal donna à la “villa” le nom de MONDRAGONE, pour désigner à la fois la hauteur sur laquelle s'élève la demeure et le demi dragon héraldique des Boncompagni. Mais ceci ne suffisait pas encore au Cardinal, qui, à proximité, construisit sur plans de Vasanzio, un autre édifice, appelé “ la Ritirata”. Enfin, en 1613, Mondragone fut vendu avec d'autres biens au Cardinal Scipione Borghese, neveu de Paul V, qui, par un troisième construction réunit les deux déja existentes, enrichissant I'ensemble d'oeuvres d'art merveilleuses.

Jusqu'à ce moment la magnifique demeure fut 'un lieu de prédilection des Papes, mais quand Urbain III fixa la résidence d'été du Saint-Père à Castel Gandolfo (1626), elle ne fut point abandonnée, parce que les Borghese tout en séjournant dans la ville d’en bas plus modeste, utilisèrent Mondragoné pour les grandes réceptions et pour loger les hôtes illustres.

Ainsi à la fin du XVIII siècle, Mondragone. eut une vie pleine d'historie: et de mondanité. Mais avec les évènements de France les choses changèrent pour les Borghese qui n'habitèrent plus leur palais. Celui-ci fut abandonné aux intempéries; ses oeuvres d'art en grande partie dispersées, si bien même qu'en 1828 les habitants de Frascati, voyant passer par les rues de leur, ville un convoi chargé des. ferroneries arrachées aux fenétres de la demeure, protestérent, et par I'intermédiaire du Cardinal Pacca, prièrent le Pape Léon XII d'enfin venir suspendre ces pillages. Ainsi fut fait, mais ce n'était pas encore la résurredion.

Plusieures années devaient encore pascer avant que I'odeur de moisi disparut. Puis, don Marcantonio Borghese décida de transformer définitivement le grand édifice en un collège, ceci d'autant plus qué lui-même avait des fils à faire éduquer.

II fit part de sa généreuse initiative au Père Ponza di San Martino, Provincia1 de la Compagnie de Jésus, et tous les détails ayant été réglés, il put le 2 Février 1865, voir institué et ouvert le collège de Mondragone qui eut, peu de temps après, le 21 Aôut, la visite inattendue du Pape Pie IX.

L'accroissement rapide des pensionnaires imposa I'extension des réparations, commencées en 1840 par Donna Guendalina Borghese, première femme du prince Marcantonio Borghese, à toutes les parties de la construction. Mais, même reparés, les bâtiments étaient insuffisants.

Pendant le rectorat (1929-34) du regretté Père Aristide Delmirani, la grande aile construite par les Borghese fut dedoublée ainsi que I'aile du portail d'entrée, et ainsi le nombre de pensionnaires s'éleva rapidement à 200.

De nouveaux dortoirs et des salles d'étude spacieuses et lumineuses furent installées dans les nouveaux bâtiments, et pour la première division, c'est-à-dire pour les plus grands, furent construites 45 chambres à un lit. Au rez-de-chaussée, dans la grande salle d'étude fut instailé un cinéma-théatre moderne, où les pensionnaires le dimanche et les jours de fête, se réunissent non seulement pour assister à des representations théatrales, organisées et jouées par eux-mêmes.

A partir de cette époque plus une seule pierre ne fut employee. Cependant nous croyons que cet arrêt ne durera pas longtemps, car dèja on rève des nouveaux projet plus grands encore. Il ne nous reste au’à dire: AD MAIORA.

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Historicas sobre Mondragone

El prolongado abandono qua había envuelto en silencio a la gran villa de los Altemps por tan largo tiempo, veiase interrumpido al 2 de Febrero de 1865, quando una nuova.vida alli florecia. Dos Padres, un Maestro y dos Coadjutores de la Compania de Jesús tomaban posesión de aquellos muros para inficiar al estudio de las letras, de las ciencias y de los Buenos modales a 5 jóvenes romanos, quienes debian constituir la vanguardia de una numerosa falange no màs interrumpida.

Cuàl había sido hasta entonces la historia de aquellos muros? Quién había tenido la inspiración de construir sobre aquella colina una residencia tan bella y regal? Permitid, amados ledores, qua trate de dar respuesta a estas dos preguntas qua ciertamente os habréis puesto durante al largo o breve periodo qua habéis transcurrido en al qua desde ya 85 anos es « nuestro Colegio .     EI palacio monumental, constituido de la reunión armoniosa de tres grandiosas construcciones, se levanta sobre las ruinas de la villa de los Quintilios, qua pasó en propiedad a Cómodo, luégo a Caracalla y posteriormente a Emilio Macro Faustiniano. Cayó después en el olvido y en abandono, siguiendo la triste suerte de la célebre ciudad feudal de Túscolo, destruida por los Romanos (1172-1198).     No consintieron sin embargo los hados qua tan risueño lugar permaneciera desierto. En sfatto, al munificentisimo Cardenal Sittico Altemps, para satisfacer el deseo qua una vez le expresara su augusto amigo Gregorio XIII - quien, siendo su grato huésped en la Villa Tusculana (Villa-Vecchia), saliendo de passo con al Cardenal por aquellos lugares, ante la vista del maravilloso paisaje, exdamó: «Oh! Cómo quedaría bien aqui una villa! » - resolvió ordenar la construcción. A los tres onos (1572-1575) al primer edificio, los jardines, y las avenidas cubiertas de àrboles estaban terminados, según los planos del arquitecto Martin Longo. Dió al Cardenal a la villa al nombre de MONDRAGONE para indicar al tiempo la altura sobre la cual se levanta al edificio y al dragón heràldico de los Boncompagni.

La munificencia del Cardenal no quedó satisfecha con esta primera obra, y ordenó la construcción, según planos de Vasanzio, de otro edificio paratelo y cercano, Ilamando “La Ritirata“.

En 1613, en fin, el Duque Gian Angelo Altemps vendió Mondragone, funto con otras propiedades, al Cardenal Escipión Borghese, sobrino de Pablo V, quien unió con una tercera grandiosa construcción las dos qua ya existían, enriqueciéndolas todas con obras de arte maravillosas.     Hasta osa momento la magnifica villa tue lugar de recreo de los Papas, y aun cuando . Urbano VIII estableció la residencia papal de astio en Castel Gandolfo (1626), no quedó desierta, ya que los Borghese, qua veraneaban en la villa inferior, màs modesta, dejaron a Mondragone para las grandes recepciones y para alojar a huéspedes ilustres.

Asi, a fines del siglo XVIII, Mondragone tuvo una vida llena de historia y de mundanidad. Con los acontecimierrtos de Francia la situación habia cambiarlo para los Borghese. Ellos no vivieron mas aquel palacio, que, por consecuencia, se fué cubriendo de moho y cuyas obras de .arte fueron en màxima parte desplazadas, hasta el punto qua en 1828 los habitantes de, Frascati, al ver posar por sus calles un tren de carros cargados de rejas de hierro de los ventanales de la villa, insurgieron, y por conducto del Caidenal Pacca pidieron a León XII que por fin se suspendiera aquella vandàlica serie dé despojos.

Y osi fué, pero no era todavia un renacer. Muchos años debían aún transcurrir anten que el olor de moho desapareciese. Don Marcantonio Borghese resolvió destinar el gran edificio para residencia fija de un colegio, teniendo él híjos para educar e instruir. De su acertado entendimiento dió parte al Padre Ponza di San Martino, provincial de la Comparîia de Jesús, y habiéndose llegado a un acuerdo, el 2 de Febrero de 1865 pudo verse instituido y abierto el Colegio de Mondragone, que, el 21 de Agosto del misuro ano, recibió la augusta e inesperada visita de S.S. Pio IX.     EI ràpido crecimiento del número de los Colegiales hizo inaplazable el cumplimiento de arreglos y refacciones, que iniciàra en 1840 Doña Guendalina Talbot, primera esposa del Principe Marcantonio II Borghese, en varias partes de la construcción. Pero aun compuestas las paredes no eran ya suficientes.     Durante el redorado (1929-1934) del inolvidable P. Arístides Delmirani, se duplicó la capacidad del ala grande que habían levantado los Borghese y del ala del portai de entrada, de manera que el número de los Alumnos pudo subir eri breve tiempo a 200…     Nuevos dormitorios y amplias y luminosas salas de estudio se establecieron en los nuevos muros y para la 1ª División, es decir para los “grandes”, se construyeron 45 piezas de una coma. En el primer piso se instaló un cine-teatro modernamente equipado, en el cual los Colegiales, en los domingos y otros dias de fiesta, se reúnen no sólo .para asistir a espectóculos cinematogróficos, sino tambien a espectóèulos teatrales que ellos mismos preparan, representan y dirigen.

Desde ese .entonces no se ha vuelto a mover un bloque de piedra, pero tenemos razones para creer que la tregua no durarà mucho màs. La atmósfera està llena de nuevas y grandiosos proyectos, y por el momento no nos queda màs sino desear “ad maiora”.

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